I Forni a Carnello

 

FORNO MEROLLE

 

Agli inizi del secolo (presumibilmente nel 1903) GIUSEPPE MEROLLE, un signore probabilmente originario di Capitino, torna dall’America (dove era emigrato dopo aver perso il lavoro presso la Cartiera De Caria) e sposa ZACCARDELLI EMILIA di Cappellotto. Emilia è la sorella di Luigi Zaccardelli padre di Iole (mamma di Rosella Marta e Franco Palazzo), Vincenzina ed Elvira madre di Fernando Polsinelli).

 I due novelli sposi acquistano la proprietà che oggi è di Quirino Sassini, quella dove c’è l’icona dell’Addolorata. In quella casa vi era già un piccolo forno, ma Giuseppe, nel fare i lavori di restauro, ingrandisce anche il forno e inizia la sua produzione di pane. Da notare che in quegli anni, spesso all’attività di panificazione si aggiungeva quella del commercio di generi alimentari e a questa logica non sfuggì nemmeno il forno Merolle, ma non abbiamo notizie precise circa gli anni in cui ciò avvenne poiché certamente all’inizio si panificava soltanto.

Giuseppe ed Emilia ebbero quattro figli: Liberata, Americo, Maria ed Augusto; è proprio quest’ultimo che ereditò il forno. Augusto sposò Norma (il cognome non siamo riusciti a saperlo) e probabilmente dopo la Seconda Guerra Mondiale aggiunse l’alimentari.

Ad un certo punto (probabilmente ciò coincide con l’apertura dell’alimentari) Augusto Merolle si mise in società con Pasqualino Mattacchione (il papà del compianto Albino, il geometra, e del compianto Tonino, l’elettricista).

Purtroppo la società non riuscì a decollare e Augusto fu costretto ad indebitarsi. Tutto ciò lo costrinse, verso la fine degli Anni Cinquanta a chiudere, per emigrare in Germania nella speranza di tirare su qualche lira per coprire i debiti.

Dalla Germania non tornò più, scrivendo così la parola fine sull’attività del Forno Merolle.

 

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