Carnello Progetto Arte

Arte e territorio

un progetto per il futuro

 

Adorazione dei Magi - Antonio Notari Si dice che siamo nella civiltà dell'immagine, che la televisione ha massificato gli utenti, che la nostra società sia appiattita sugli stessi gusti, che l'unica forma d'arte ormai comprensibile sia quella dei bit elettronici. Dove ci giriamo troviamo un inno alla velocità figlia del progresso: l'immagine deve essere veloce, rapida, non ci devono più essere pause perché il livello dell'attenzione si è abbassato alla velocità del telecomando. Tutto va scandito con ritmi incessanti.

   Sarà vero tutto questo? Forse sì o forse è un'esagerazione... - chi può dirlo. Comunque sia il rapporto che abbiamo con il mondo che ci circonda e con la percezione che del mondo abbiamo è notevolmente mutata. Un esempio vale per tutti: il rapporto che abbiamo con la città.

  Le città che abbiamo ereditato erano fatte per percorrenze lente; le strade, le piazze e i luoghi di sosta erano proporzionati su ritmi più pacati rispetto agli attuali ed in queste città faceva bella mostra il momento della riflessione artistica: fontane, statue, affreschi e quant'altro che una committenza varia metteva a disposizione dei cittadini. Si potrà obiettare che l'utenza era fatta di povera gente che non capiva quanta veniva loro offerto, ma certo è che le opere d'arte che adornano gli spazi pubblici italiani sono un'eredità che nessuno potrà toglierci. Possiamo dire che paradossalmente se è vero che sia esistita (per tutta una serie di ragioni storico-culturali che non stiamo qui a spiegare) una politica degli spazi pubblici in tempi passati questa non è possibile più affermarlo per quel che riguarda il presente. Un esempio per tutti, forse il più clamoroso. l'armonia della Roma Barocca in cui le case, le piazze, monumenti ed i parchi erano un unica, grande scenografia alla scala urbana in contrasto con lo squallore delle periferie romane piene solo di alienazione.

 

   Riflettevamo su tutto questo quando abbiamo cominciato a parlare di CARNELLO PROGETTO ARTE: ci siamo detti che comunque dovevamo lanciare un segnale di inversione di tendenza. L'abbandono dei nostri spazi pubblici è stato paradossalmente inversamente proporzionale all'aumento della ricchezza e della base culturale. Questo è profondamente illogico e ingiusto soprattutto per una terra che da sempre aveva dato esempi di ben diverso spessore.

   CARNELLO PROGETTO ARTE vuole allora ricucire quello strappo che si è verificato (dove, quando e perché è difficile dirlo) fra la gente e la propria città. Abbiamo perciò in animo di commissionare una serie di opere d'arte eseguite con diverse tecniche che vanno dall'affresco al bassorilievo alla scultura in pietra o bronzo da collocare sulle nostre strade in un ideale percorso che segue il filo logico di tematiche di tipo biblico.

   Questo progetto si riappropria di contenuti già presenti nel nostro rinascimento, di quell'epoca cioè che metteva l'uomo al centro della vita in una dimensione ideale di equilibrio culturale fra classico e religioso. E' un discorso che pensiamo possa avere il favore sia dei cittadini che delle Amministrazioni che su questo terreno molto hanno da farsi perdonare.

   Ma la nostra riflessione è andata oltre portandosi anche su un piano strettamente economico: cosa potrà rappresentare, infatti, per queste zone in termini di "proposta turistica" un investimento di questo tipo? E' una domanda che giriamo agli operatori del settore che ne potranno valutare l'importanza.
Il nostro è comunque un progetto che si articola sulla commissione di circa venti opere d'arte.

   Come detto, il filo che seguiamo è quello degli episodi fra Vecchio e Nuovo Testamento che porta in fine alla rivelazione agli uomini del Cristo Salvatore. In termini urbanistici il progetto prevede la collocazione sulle diverse aree del nostro territorio dei diversi filoni di immagini: per tematiche omogenee; un esempio per tutti: pensiamo alle scene della Passione di Cristo da collocare su una delle nostre vie in una sequenza di immagini che derivano dalla "Via Crucis" della tradizione. Tutte queste scene poi, dovranno condurre al centro del paese dove vi sarà il trittico "Le tre epifanie" con le opere: "I re Magi" (affresco già eseguito ad opera di Antonio Notari), "Le Nozze di Cana" (bassorilievo su terracotta policroma commissionato a Mario Capozzella) e "Il Battesimo al Giordano" (di Mario Di Girolamo con gli studenti dell'ISA - Sora) in un coacervo di scene che sintetizzano la rivelazione in tre fasi della vita terrena del Cristo.

   A queste scene della rivelazione si è aggiunta dall'aprile del 2001 una "Passio Christi" in quindici formelle di terracotta ad opera di Bernardino Marra che è collocata lungo il caratteristico percorso di Via Molino e, dal 1° dicembre del 2002 "L'adorazione dei pastori", mosaico su parete con tessere di materiali diversi, opera di Marco D'Emilia che ha arricchito uno scorcio da riqualificare nella popolare Via Carnello nel comune di Isola del Liri.

  Il 2 gennaio 2005 è stata presentata "L'Annunciazione - Incontro sul fiume" opera in tecnica mista di Stefano Giovannone, che ha nobilitato un nuovo angolo di Carnello, la piazzetta che noi chiamiamo "G. De Caria" (vicinissima a Piazza M.T. Cicerone e che fu nel 1800 l'ingresso della vecchia Cartiera).

   La settima opera è stata inaugurata il giorno 6 Gennaio 2007 alle ore 16,00. Si tratta di una maiolica dipinta del prof. Antonio Gabriele, intitolata "La Visitazione".

   Le altre scene da eseguire sono sintetizzate nello studio storico-teologico a cura di don Antonio Lecce, mentre per le zone di intervento saranno anche sentite le pubbliche Amministrazioni che con noi vorranno un confronto dialettico rispetto a questo progetto. Quello che diciamo per concludere è che questo tentativo si presta a diverse considerazioni ma speriamo che meriti l'attenzione di tutti perché sarà dal livello di questa attenzione che potremo misurarne le possibilità di riuscita.


Enzo Carlo Cerrone