I Forni a Carnello

 

FORNO CERRONE

 

Forno aperto da Pietro Cerrone (1852 – 1936), detto “Papone” in quanto uomo alto ed imponente. Chi lo ha conosciuto lo ricorda con indosso una camicia bianca immacolata e le maniche rimboccate. Il forno era ubicato nell’odierno Vicolo I° Tombe, e “Papone” lo apre di ritorno da un servizio di leva insolitamente lungo, ben 7 anni (pare che lo avesse fatto anche per i fratelli). Uno dei figli di Pietro, Pasquale Cerrone sposa Lauretta Notarantonio, e sarà lei, da questo momento, ad occuparsi del forno e della bottega di alimentari che la famiglia possedeva.

Lauretta teneva molto alla preparazione delle sue pagnotte, non solo per la qualità dell’impasto, ma anche per la forma delle stesse. Dovevano essere perfettamente rotonde, altrimenti non le vendeva, o per meglio dire, le vendeva solo a pezzi.

A volte, quando proprio erano riuscite male, tutte sbilenche, si arrabbiava e le lanciava lontano. Il forno rimase in attività fino agli Anni ’50, quando, con i figli che avevano studiato avviati verso altre strade, Lauretta non si sentiva più di affrontare i sacrifici che quest’attività richiede.

Ma questa storia del Forno Cerrone, merita di essere chiusa con un aneddoto che ha dell’incredibile. Siamo in piena seconda guerra mondiale, in un giorno fatidico per la nostra nazione, l’8 Settembre 1943, il giorno della dichiarazione dell’armistizio, annunciato via radio dal Maresciallo Pietro Badoglio. Uno dei due figli di Lauretta, Tonino Cerrone, si trova in una caserma dell’esercito a Verona; viene fatto prigioniero dai Tedeschi, ormai non più alleati, e internato nel campo di prigionia di Chemnitz, in Sassonia, un campo di lavoro dove i prigionieri erano destinati alla produzione di armamenti per lo sforzo bellico tedesco.

E qui accade qualcosa di molto semplice, ma di altrettanto incredibile. Tonino incontra un compaesano che pochi giorni prima ha acquistato una pagnotta di pane proprio dal forno di Lauretta, ed è così che, lontano da casa e in condizioni di prigionia, riesce a gustare un pezzo di pane preparato dalle mani della madre. Siamo convinti che Tonino non abbia più mangiato, nel resto della sua vita, un pane più saporito di quello. Chi per vari motivi, si è trovato in difficoltà, lontano da casa e dagli affetti, sa di che sapore stiamo parlando.

 

  • 1
  • 2
  • 3