Emigrare per necessità

 

 

Il lavoro pubblicato è risultato vincitore del Premio Fibrenus 2000. Raccolta di testimonianze di persone che negli anni Cinquanta e Sessanta sone emigrate per necessità. Parole piene di sacrificio, di dolore, di tristezza, di solitudine, di emigrazione, di tanta nostalgia per il proprio paese.

Pubblicato nel 2002.

 

 

In copertina:
Porto di Napoli, 22 maggio 1967,
partenza per il Canada
Massimiliano Tagliente

 
 

Un emigrante

Giovanni Iacobelli (1877 - 1942)

Emigrato negli USA, in Pensilvania, una prima volta nel 1905. Tornò in Italia nel 1908, si sposò e rimase in patria durante la prima guerra mondiale. Ebbe sei figli. Nel 1923 andò di nuovo negli Stati Uniti, per poi tornare definitivamente nel 1929, l'anno della crisi economica.
Gli emigranti inviavano ai loro familiari delle cartoline postali con una loro foto. A volte si usavano fotomontaggi per dimostrare buona salute e buone condizioni di vita. Sul retro della cartolina c'è scritto "Sembrami cent'anni che non vi abbraccio. Saluti tua famiglia e mia. Giovanni" Maggio 1907.
lacobelli Giovanni era analfabeta, perciò ha dovuto ricorrere a qualche "scrivano" per far scrivere il messaggio.


Alcuni avvenimenti

  • 1871 - Viene fatto il primo censimento degli Italiani all'estero sono circa mezzo milione.

  • 1876 - Viene fatta la prima rilevazione ufficiale sugli emigranti: gli Italiani che lasciano il Paese nel '76 sono 108.771.

  • 1880 - Si denunciano i primi casi di truffe a danno degli emigranti da parte degli agenti dell'emigrazione che ricevono denaro dalle Compagnie di Navigazione e dagli sfruttatori stranieri per ogni emigrante procurato.

  • 1886 - Aumenta l'emigrazione al Sud.

  • 1897 - In Parlamento si denuncia l'uso di navi scadenti "Le Navi della morte" per trasportare emigranti.

  • 1901 - Viene finalmente applicata la legge che abolisce gli agenti di emigrazione ma continua lo sfruttamento degli emigranti.

  • 1908 - Viene convocato il Primo Congresso degli Italiani all'Estero.

  • 1910/11 - Scoppia il colera in Puglia e a Napoli. Il governo argentino e quello uruguaiano sottopongono a quarantena gli immigrati italiani e il governo italiano sospende l'emigrazione verso i due paesi. L'Italia inizia una politica di espansione coloniale e alcuni italiani si stabiliscono nelle nuove colonie.

  • 1915 - Molti emigranti italiani tornano per partecipare alla prima guerra mondiale.

    La crisi economica e alcune forme di razzismo faranno chiudere le "porte d'oro" delle nazioni ricche: esse dopo avere sfruttato milioni di emigranti per costruire la loro ricchezza, ora non ne vogliono più.