Il nostro dialetto

 

Il lavoro pubblicato è risultato vincitore del Premio Fibrenus 1992, e scava nella nostra lingua attraverso i detti popolari che come si sa sono alla base di una cultura tramandata attraverso la parola visto che lo scrivere e il leggere in altre epoche era privilegio di pochi.

 

Questo lavoro mostra uno spaccato della nostra cultura contadina che aveva un suo modo per prevedere il tempo, per impostare un affare, per trattare una faccenda di cuore. Sono frasi semplici ed immediate, di facile comprensione, brevi e quasi tutte in rima; comunque adatte a rimanere impresse nelle semplici menti di questi nostri antenati pastori o contadini che fossero.

 

Pubblicato nel 1994.

 

 

 Disegno di copertina: Antonio Notari

 

Carnello sorge, come paese, in una zona di confine tra le periferie dei comuni di Arpino, Sora ed Isola del Liri. La popolazione, pur non avendo autonomia amministrativa, si è sforzata di mantenersi unita o attraverso forme associative o attraverso la fusione di usi e costumi e del linguaggio.

I linguaggi, diversi per storia e cultura tra i tre paesi, si sono mescolati e hanno dato vita ad una nuova forma dialettale...

Stralci dal Vocabolario inserito nella Pubblicazione:

Arranchì = V. intr. (Sora: aggranchì; Arpino: add'rmì) = intorpidire

"M' s'eu arranchìt l'còss". Mi si sono indolenzite le gambe.

M'gl^cur = s.m. = ombelico.

Raccecceliàt = agg. = detto di persona che è stata malata e che si sta rimettendo.

S'è racceccegliàt'n ccon    Si è rimesso un po'.