Miti, credenze e pratiche magiche

Il lavoro pubblicato è risultato vincitore del Premio Fibrenus 1997, e tratta in modo straordinario del mondo contadino con il suo patrimonio di saggezza ed ingenuinità, ignoranza e consapevolezza, caratteristiche figlie di un mondo pieno di fede in Dio, in Maria e in Suo figlio Gesù ma che solo qualche secolo addietro, in quelle stesse campagne, si chiamavano Giove o Giunone o Apollo.



Pubblicato nel 1999.

 

 
 
In copertina: "Il genere della veduta fantastica"
- misto su tela -
Romolo Tamburrini
 
 
 
 

...Quando una donna non riusciva a concepire, la fattucchiera faceva sette croci sulla pancia e le ordinava di bere un bicchiere al giorno di un infuso fatto da capelli di granoturco e foglie di felce.

...La donna in attesa evitava di pesarsi, per non rischiare l'aborto.

...Gli indumenti dei neonati, una volta lavati, non vanno strizzati, onde evitare dolori alla pancia.

Estratto dal lavoro 1° classificato presentato dalla Scuola San Gerardo Classe V - Gallinaro



...Fino ad alcuni decenni fa tanti patricani si recavano a piedi al santuario della SS. Trinità di Vallepietra.

Molti viaggiavano con i carri trainati da asini e cavalli. Si formavano delle compagnie di 40-50 persone con una guida che si chiamava caporale e che portava lo stendardo o "paliotto" della SS. Trinità. Lungo la strada cantavano e pregavano. Occorrevano tre giorni e tre notti per percorrere circa 120 km tra andata e ritorno. I pellegrini portavano borse e cesti pieni di viveri. Risalivano il monte Autore dove c'è il santuario partendo da Vallepietra la mattina presto. A metà percorso la compagnia si fermava vicino ad un ruscello di acqua limpida e faceva colazione.

Molti approfittavano della sosta per farsi "Cumpari e comari du sasso". Secondo il rito, i promessi "cumpari" immergevano nell'acqua del ruscello le mani destre tenendole legate attraverso i mignoli, recitando un "Pater, Ave e Gloria".

Con le mani sinistre raccoglievano due sassi nell'acqua e con questi si segnavano una croce a vicenda e contemporaneamente. Da quel momento diventavano compari o comari e si promettevano di chiamarsi così per tutta la vita."



Umberto - Daniela - Valeria - Luigina - Ivana - Estratto dal lavoro 2°e 3° classificato