Se di tutti gli affetti gentili e di tutte le azioni oneste e generose di cui andiamo superbi

si potesse scoprire il primo e vero germe,

noi lo scopriremmo quasi sempre nel cuore di nostra madre.

Edmondo De Amicis

 

Festa della Mamma 2013

 

Ricordo della mamma

 

Ogni volta che tento di rintracciare nel passato le impronte della beatitudine, mi rivedo accanto alla mamma nei pomeriggi d'inverno quando calava presto la notte, seduti a una stessa tavola, sotto la luce quieta che veniva dal globo di vetro appannato del lume a petrolio. Lei, tutta rinvoltata in uno scialle di lana celeste,

mamma

cuciva con l'ago e con la macchina: in casa non c'era nessuno all'infuori di noi due, soli soli, vicini vicini, al riparo dal vento, dal freddo, dal buio, e io mi sentivo salvo e sicuro sotto la protezione della luce calma della lampada e degli occhi lucenti e potenti di mia madre.

Spesso ella cantava e rideva. Cantava a mezza voce certi canti popolari antichi, ingenui e malinconici, che mi riempivano il cuore di una mesta, misteriosa dolcezza.

Ma i ricordi più dolci e nitidi sono quelli delle nostre sortite all'aria aperta e libera, sui lungarni, nei giardini, nei viali, per le strade delle campagne. Si andava fuori quasi tutti i giorni, anche se il tempo era imbronciato o corrucciato, con celeri passi e allegri visi.

Mia madre aveva due vestiti soli per uscire: uno color ruggine per l'inverno e uno color tortora per le belle stagioni. Io ero felice quando la vedevo tirar fuori dall'armadio il vestito chiaro, perché era segno che stava per cominciare l'ariosa festa della primavera e l'ardente follia dell'estate.


Giovanni Papini, da 'Il muro del gelsomino'