De Turismo in Ciociaria

di Federico Campoli

A cominciare dal nome: Ciociaria, luogo indefinito, incerto nei confini naturali ed antropici, in definitiva un luogo non luogo, ma non nel senso inteso da Marc Augé1, quella sarebbe stata una brutta carta da giocare sul tavolo dove i consumatori contemporanei scelgono le proprie mete turistiche, ma proprio come posto che non c’è. Ovviamente non parlo dei pittoreschi borghi ciociari, del paesaggio collinare pregno di storia, saperi locali2 e cultura o delle suggestive montagne e nemmeno della vita briosa e autentica di alcune serate estive piene di eventi e opportunità per stare bene, ma del fatto che uscendo dal nostro piccolo mondo, Fiume Fibreno con vista del rotone del Ristorante Mingoneil mondo là fuori non conosce il territorio della provincia di Frosinone3, né tantomeno ne considera l’eventuale potenziale di offerta turistica4.

Un limite enorme in questo senso e a questo stadio di possibile lancio e affermazione della Ciociaria come meta turistica non è rappresentato tanto dal fatto che il numero di visitatori per anno sia ancora molto esiguo, ma che gli operatori turistici nazionali e internazionali, i grandi Tour Operator, gli investitori del settore turistico e non in ultimo i ciociari stessi, non abbiano accesso, non conoscano, ritengano complicato o non proficuo includere il prodotto turistico5 ciociaro nei propri tour, piani o investimenti.

È indubbio quindi che tutti quegli sforzi impiegati nella creazione di un brand, che in passato non hanno, a dire il vero, prodotto grossi risultati, in realtà possano contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, ma è necessario ancor prima di questo arricchirsi di consapevolezza, sapere cosa offrire e a chi offrirlo e riempire quella scatola vuota su cui affiggere un qualsivoglia brand ciociaro con qualcosa che i consumatori possano riconoscere immediatamente, bramare e cercare di ottenere.

Nonostante alcuni tentativi passati di marketing e brandizzazione portati avanti con le migliori intenzioni da istituzioni ciociare pubbliche e private, attualmente siamo ancora una bella scatola vuota ed è questo al momento il biglietto da visita con cui la Ciociaria si presenta al gigantesco mercato turistico mondiale. Arpino: arco a sesto acutoUn aiuto su questo fronte può arrivare nel concentrare gli sforzi e le risorse nel capire, realizzare o addirittura inventare da zero cosa sia la Ciociaria e in base a questo costruire prodotti turistici che i consumatori possano valutare con certezza, paragonare con altri prodotti simili e infine acquistare con serenità (non è forse quello che facciamo quando acquistiamo un’auto o delle merendine al supermercato?).

La frase: venite qui perché da noi c’è di tutto ed è possibile fare di tutto non risponde a nessuna legge economica o di attrazione turistica di buon senso soprattutto oggi in Italia o in Europa, dove la concorrenza tra le destinazioni con sovrabbondanza di eccellenze culturali, naturalistiche ed enogastronomiche, solo per citarne alcune, è spietata e dove emergere è ormai appannaggio obbligato di altre prerogative, come la qualità, l’accessibilità, l’originalità, la sostenibilità e ovviamente il buon vecchio risparmio economico.

Civitavecchia di Arpino (Fr)Come si fa allora a competere con realtà blasonate come Toscana, Umbria, Salento, Cinque Terre, Valle della Loira o con la Strada Romantica tedesca? Come si fa a convincere un potenziale visitatore a spendere le sue uniche due settimane di ferie annue in Ciociaria piuttosto che alle Maldive, in Islanda o nelle ormai vicinissime e super economiche coste mediterranee o nelle capitali culturali mitteleuropee? Come si fa a far sentire cool un turista che posta un selfie ciociaro sul Social di Marc Zuckerberg6 al pari di un altro che posta una sua foto mentre pesca a mani nude un barracuda in altura a Zanzibar o che mangia allegramente delle cavallette ospite di una famiglia thailandese sulle rive del fiume Mekong? Di questo parleremo tra poco, ma è già chiaro che la priorità è quella di organizzare e veicolare le attrazioni turistiche in modo innovativo, sorprendente ed efficace.

Focalizziamo adesso l’attenzione sul fatto che il turismo mondiale cresce ogni anno in maniera costante7, non trova crisi è inarrestabile, ma, al pari di questo, forse anche a velocità maggiore, aumenta il numero delle nuove destinazioni turistiche8 vicine e lontane e la tecnologia abbatte le distanze economiche e temporali9 annullando così in buona parte gli impressionanti numeri di viaggiatori su cui scommettere. La sfida ad attrarre turisti sta diventando davvero una competizione mondiale all’interno della quale è ormai chiaro che i tradizionali modelli di attrazione turistica perdono inesorabilmente terreno e risultano un mero spreco di energie e risorse. Sotto questo punto di vista la Ciociaria è davvero ferma e nemmeno la sua posizione ‘strategica’ tra due poli di attrazione turistica internazionale come Roma e Napoli, a cui è forse giunto il momento di guardare in maniera diversa, ha prodotto benefici apprezzabili. Inoltre cambiano profondamente i modi di fare turismo e ancor di più cresce il numero di cose che i turisti desiderano fare in vacanza al fine di sentirsi davvero in vacanza ed è proprio su questa ultima questione che si può porre l’accento qualora si desideri lavorare per garantire l’inserimento e il successo di una nuova destinazione turistica all’interno del mercato turistico globale.

Monte Cairo

Al di là di tutte le definizioni che si vogliano dare del turismo, quest’ultimo è un fenomeno sociale ed economico estremamente dinamico, cioè in costante cambiamento e risponde esattamente alle trasformazioni che avvengono nella nostra società arrecando in alcuni casi mutamenti anche sostanziali al territorio10. Pensando allora a come sia cambiata la società italiana o quella globale nelle ultime decadi in termini di uso del tempo libero, di consapevolezza e informazione, di modalità di acquisto di beni e servizi, di hobby, di valori e persino di mode11, chiediamoci se è possibile e quali leve muovere per adattare i suddetti cambiamenti al sistema di offerta turistica locale, chiediamoci cosa può fare un singolo operatore per proporre un prodotto di sicuro successo e, ancor di più, cosa è possibile fare collegialmente al livello di management di una Destinazione turistica.

Siamo quindi arrivati al concetto di Destination Management e alla necessità, da parte delle potenziali destinazioni turistiche, di dotarsi di una Destination Management Organization (d’ora in poi D.M.O)12, cioè di una organizzazione locale atta alla gestione di una destinazione turistica che coinvolga e metta insieme sul piano programmatico e di mission13 tre entità fondamentali che concorrono allo sviluppo turistico locale: le istituzioni pubbliche, gli stakeholders e la comunità locale. Ad ognuna di queste tre entità Croce di ferro sul fondale del Lago di Posta Fibreno - Per gentile concessione dell'Associazione ASSOSCUBA - Soraspettano compiti precisi all’interno dell’agire collettivo, che troviamo specificati in diversi studi accademici sull’argomento14; ma è ovvio che in questo processo le istituzioni debbano dare la spinta innovativa e funzionare come collante e come stimolo nei confronti degli operatori privati e anche nel motivare la comunità locale sul fatto che il turismo (sostenibile) sia la risorsa giusta su cui scommettere. Le istituzioni inoltre dovrebbero garantire i servizi di base, la pulizia, l’arredo urbano, i trasporti, le comunicazioni veloci aiutando così a rendere più abitabile una località per i residenti, ma allo stesso tempo presentando ai turisti un prodotto bello, accessibile e fruibile. In ultimo le istituzioni giocano un ruolo importante anche nel varo di leggi che possano agevolare l’iniziativa turistica privata e nella formazione turistica di base15 e avanzata capace di dare quell’enorme valore aggiunto che è la professionalità a chiunque lavori in ambito turistico.

Le dinamiche e le leggi del destination management e l’agire delle D.M.O. sono una chiave importante, forse una scelta obbligata, per traguardare il futuro sviluppo turistico di una destinazione. È certo che molto è stato fatto e studiato per le destinazioni importanti e riconoscibili, ma applicare i concetti del destination management a realtà turistiche periferiche risulta oggi ancora abbastanza farraginoso anche per gli addetti ai lavori. È il caso questo anche della neonata destinazione turistica Ciociara che si trova a fronteggiare sicuramente grandi difficoltà anche solo nel far passare concetti abbastanza consolidati in altre realtà turistiche come per esempio quello di partnership16, di visione d’insieme, di progetto turistico comune e non di meno di un volto identitario riconoscibile.

Per l’intera Provincia di Frosinone o per alcune sue aree interne come La Valle di Comino o l’Alta Ciociaria, alcune soluzioni immediate e capaci di aumentare l’affluenza turistica incoming esistono e sono facilmente attuabili, ma in generale la strada per un’affermazione indiscussa come destinazione turistica conclamata è sicuramente molto lunga e tutta in salita. Non bisogna però scoraggiarsi, ma anzi vivere questo momento storico come una grande opportunità. È infatti questa l’occasione per trasformare le ricchezze turistiche ciociare in qualcosa di speciale e innovativo, è questo un buon momento per essere i primi a proporre qualcosa che esiste anche altrove, ma in maniera differente e vicina alle nuove necessità dei consumatori. All’interno del panorama nazionale infatti, intere regioni e bellissime località italiane sono come noi “ferme al palo” continuando a sponsorizzare le proprie bellezze culturali e naturalistiche nella convinzione, ormai anacronistica, che queste possano garantire loro un qualche tipo di vantaggio competitivo17BIT di Milano

La Ciociaria è una terra dove i doni della natura, il susseguirsi della storia e il genius loci18 hanno creato un connubio davvero speciale. È giusto che coloro che vivono in Ciociaria si sentano fieri e riconoscano nel loro territorio la grande bellezza di cui esso è dotato perché questo stesso rappresenta un valore aggiunto, ma è anche il momento di capire che l’offerta turistica contemporanea è sconfinata e che la concorrenza, anche solo quella della porta accanto, è capace di mettere sul piatto innumerevoli piccoli e grandi miracoli di bellezza.

Volendo provare a partire con un progetto attuale, una delle cose più semplici da fare è osservare chi sta più avanti di noi e si è già affermato turisticamente nel mercato di offerta italiano ed europeo. Da questo punto di vista, tralasciando le realtà turistiche che ormai corrono da sole per fama e gloria e non volendo andare troppo lontano possiamo prendere ad esempio La Regione Marche, la Provincia di Trieste o le Valli minori dell’Alto Adige; studiarle, scambiare contatti ed iniziative o più spudoratamente copiare le azioni e le strategie seguite nella loro scalata al successo.

Un altro passo immediato è quello di realizzare e pubblicizzare il prodotto turistico ciociaro come qualcosa di eccellente a tutti i livelli. La chiave di lettura dell’Eccellenza oggi va interpretata in termini di Qualità del prodotto offerto e di Professionalità di chi lo offre, oltre che da altre nuove o nuovissime categorie di giudizio illustrate qui in seguito. Sembrano queste cose scontate, ma oggi molti si improvvisano esperti del settore generando danni di immagine enormi e ponendosi al confronto con dei turisti non più ingenui e sprovveduti, ma anzi esperti valutatori con a disposizione molteplici strumenti per misurare la genuinità e anche l’autenticità di quello che stanno ricevendo. Autentico, come anche Unico sono altri aggettivi con i quali colorare i beni, i servizi, gli eventi che possiamo offrire e che, talvolta a costo zero, riescono a stupire i visitatori di un luogo anche se questo non presenta nulla di particolarmente speciale. Sull’unicità e sulla scarsità di offerta di un prodotto turistico si può far poggiare oggi una delle più potenti leve di vantaggio competitivo nel turismo. Si pensi per esempio ad un tour storico di una delle tante cittadine ciociare organizzate con accesso universale19, cioè un prodotto offerto a tutti, compreso persone con deficit motori, visivi o di altro genere. Al mondo sono pochi ad offrire un prodotto del genere, ma sempre di più sono i portatori di handicap che desiderano viaggiare, visitare, “surfare” o addirittura scalare montagne. Stessa cosa dicasi per un sentiero natura attrezzato per anziani o visitatori con il cuore malandato; un percorso studiato appositamente, equipaggiato con defibrillatore e svolto con guide che abbiano le certificazioni specifiche20. Si potrebbe andare avanti per ore ad inventare soluzioni che seguono le tendenze e i numeri di un mercato turistico sempre più grande e complessificato al suo interno e, anche in questo caso, conveniente risulta quella supervisione in fase di destination management collettivo svolto da una D.M.O. capace di indicare le linee guida, i compiti da svolgere e gli obiettivi comuni da perseguire.

Treno turistico Avezzano-Cassino

Un altro termine da tenere in considerazione è Originalità, nell’arredo di una stanza d’albergo, come nell’organizzazione di un evento. Anche qui non si pongono limiti all’inventiva, si pensi per esempio all’ormai famoso hotel di ghiaccio di Kiruna nella Lapponia svedese o al Festival delle persone con i capelli rossi che ogni anno invadono le strade di Favignana nelle Egadi siciliane.

Altro termine che appartiene a questo nuovo filone su cui basare la progettazione turistica è Esperienziale, e cioè qualcosa che si riassume nel mettere al centro del prodotto che vogliamo realizzare il turista21; è lui allora che sale sul palcoscenico e smette di essere un passivo spettatore, è lui che vive sempre il prodotto turistico in prima persona. Gli esempi sono migliaia, su internet impazzano proposte ormai di ogni sorta e sui Social si accumulano istantanee di esperienze sempre più estreme vissute in giro per il mondo. È importante qui sottolineare che non bisogna scalare il Monte Everest (tra l’altro oggi non più considerato l’impresa delle imprese alpinistiche) per stupire o realizzare una esperienza concreta e importante, ma che questa può essere garantita anche allestendo un aperitivo, predisponendo una camera d’albergo, un’escursione montana o una visita culturale con un minimo di creatività aggiunta. Un aiuto alla creatività e all’originalità che veramente funzioni può venire dal tenere sempre sotto controllo le tendenze e le mode al fine di investire le risorse in progetti che trovino un riscontro immediato e che siano magari riconvertibili o riadattabili a nuove esigenze. È il caso questo, per esempio, del turismo montano che segna in Italia oltre tre punti percentuali di crescita costante ormai da un quinquennio e che si arricchisce di esperienze ed attività outdoor sempre più specializzate che richiedono addetti ai lavori, professionalità e strutture dedicate.

Passiamo poi alla necessità assoluta di realizzare un piano di Marketing davvero efficace22, che coinvolga esperti di rilievo e personaggi conosciuti, che copra Lungo Fibrenoi confini nazionali e che arrivi all’estero tanto da convincere un gruppo di ciclisti neozelandesi a visitare Roma e poi passare una settimana tra le ciclovie ciociare ad essi dedicate, con soste esperienziali, guide che li facciano sentire sicuri e che siano capaci di stupirli. Volendo raggiungere una completezza di prodotto dovremmo poi garantire ai ciclovisitatori un largo ventaglio di soluzioni capaci di assicurare il comfort dell’ospitalità stellata tra SPA, due buche a golf e qualche ora a bordo piscina fino all’autentico ambiente familiare e trasudante qualità di un B&B o di un Agriturismo dove sperimentare al meglio i prodotti tipici locali. Nell’esempio appena citato vediamo anche come sia facile per alcune destinazioni auto-proclamarsi Green e Slow, senza prima esserlo in maniera completa, integrata e ineccepibile, ma altrettanto facile risulta oggi smentire tali affermazioni.

Ancor più cruciale risulta, a mio avviso, il concetto di Fruibilità turistica, cioè la facilità che un visitatore ha nell’accesso e nel godimento di un prodotto turistico. È indubbio, come accennato precedentemente, che il territorio ciociaro presenti alcune peculiarità e bellezze di prim’ordine, ma questo non basta più a rendere un prodotto turistico utilizzabile da visitatori e operatori turistici. Sotto questo profilo bisogna fare lo sforzo di pensare al bene montagna o al bene centro storico non come il principale motivo di attrazione, ma come base ove una sapiente industria turistica locale sia capace di creare qualcosa di ben strutturato e godibile con facilità dai turisti. Lo sforzo qui, che va fatto senza grandi spese e in ottica sostenibile, è quello di arricchire il bene montagna, preso come esempio, con un accesso facilitato, con dei sentieri per hiking, trail, mountain bike, sci alpinismo e similari, che questi sentieri siano ben segnati e che di certo abbiano delle tracce GPS chiare, che siano collegati da rifugi attrezzati e ben gestiti e, non in ultimo, che sia possibile accedervi accompagnati da professionisti che in ognuno di questi settori risultino preparati ed entusiasti. Tutto questo rappresenterebbe un Unicum in tutto l’Appennino ed è così che la domanda diventa superiore all’offerta e che si potrebbe arrivare a porsi sul mercato come una sorta di monopolisti.

 

Proseguiamo con un concetto che rappresenta una nota dolente per la Provincia di Frosinone e dove la rimonta nei confronti delle destinazioni turistiche già acclamate si presenta molto difficile. Si tratta dell’Accessibilità alle attrazioni turistiche presenti sul nostro territorio. L’accessibilità può essere qui intesa a diversi livelli: il primo sottende l’ospitalità e il limite che la Ciociaria paga in termini di una ancor non raggiunta professionalità diffusa e nella carenza di strutture ricettive, o meglio di un ampio ventaglio di scelta di soggiorno che abbracci tutte le tipologie di visitatori, dai posti letto in aree sosta camper a quelli negli hotel prestigiosi; il secondo, di cruciale importanza, si individua nella mancanza di infrastrutture di connessione diretta con l’estero (aeroporto) e di mezzi o infrastrutture puntuali (strade, autobus e treni), capaci di connettere due nostre attrazioni turistiche in poco tempo. Questa grave mancanza limita le scelte e la mobilità del turista ma, ancora peggio, non consente ai tour operator che volessero lavorare con la Ciociaria di mettere insieme un prodotto che ottimizzi i tempi e risulti per loro sufficientemente remunerativo. Un ultimo livello è infine strettamente legato alla velocità della connessione ad internet, oggi un qualcosa che anche il più alternativo dei visitatori considera scontato da avere. Sempre in chiave 2.0, accessibilità significa anche un adeguamento importante di quanto, al livello pubblico e privato, ruota attorno al turismo in Ciociaria: portali, siti e piattaforme chiare con modalità di prenotazione on line dirette potrebbero fare davvero la differenza. Anche in quest’ultimo caso emerge l’importanza strategica di essere guidati da un agire collettivo attraverso le D.M.O.

Lago di Posta Fibreno

È importante sottolineare che la pianificazione legata alla partnership non risulta mai antitetica all’iniziativa privata del singolo operatore. Nell’ambito dell’offerta turistica queste due realtà possono convivere ed alimentarsi reciprocamente. È così che un hotel o una guida turistica locale possono immettere sul mercato turistico e con i propri canali dei prodotti interessanti che rispondano alle suddette innovazioni turistico-culturali, che siano concorrenziali per il prezzo o che risultino vincenti per altre questioni e allo stesso tempo partecipare attivamente alla mission ed alle iniziative proposte in fase di partenariato, d’altra parte il management collettivo deve saper integrare e far proprio ciò che di originale emerge dagli operatori presenti sul proprio territorio.

Un’ultima questione da considerare, che è a tutti gli effetti un nuovo paradigma e si afferma come l’unico e il solo modo di agire nel turismo e in tutte le altre attività dell’esperire umano, è quella relativa alla Sostenibilità. Ogni progetto, ogni proposta turistica deve essere intrisa oggi dall’agire sostenibile il quale non si limita solo al rispetto della natura, ma che influenza sempre più le logiche di comportamento sociale e la futura profittabilità economica.

Molti dei concetti espressi in questo articolo sottendono un approccio sostenibile. Abbiamo infatti parlato di agire collettivo e di partnership, di coinvolgimento delle comunità locali, di ricaduta economica sul territorio; di equità, onestà e giustizia nelle decisioni manageriali, nell’offerta di un prodotto, nel trattamento dei dipendenti o nell’uso delle risorse. Sono cose queste che concorrono ad un’implicita attuazione dell’Agenda 203023 che l’Europa, e il Mondo, ormai ci richiedono e che sempre più vengono capite e apprezzate dai nuovi viaggiatori, quelli che speriamo di vedere sempre più numerosi, ma non troppo24, nella nostra bella terra ciociara.

Federico Campoli è Dottore di Ricerca in Geografia, ricercatore, formatore e consulente per enti pubblici e privati in materia di Turismo e Sostenibilità. Accompagnatore turistico internazionale, guida ambientale escursionistica e Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo, è fondatore di TRAVELECO con cui si occupa di montagna, di sostenibilità e di marketing turistico. Oggi è insegnante di geografia nella scuola pubblica e appassionato promotore della propria terra.

 

1 Un non luogo cioè uno spazio non identitario e decontestualizzato dal territorio che lo ospita. Vedere M. Augé, Non Luoghi, introduzione a una antropologia della surmodernità, Elèuthera editrice, Milano, 1993.

2 Sul sapere, la cultura, la storia dell’uomo sedimentata nel paesaggio, il rimando è qui ai testi su questo tema di Eugenio Turri, in particolare E. Turri, Semiologia del paesaggio italiano, Longanesi, Milano, 1979.

3 Questa, che potrebbe sembrare una frase fatta, è in realtà un’affermazione che viene fuori da un’analisi condotta dall’autore sul prodotto di circa un centinaio di Tour Operator internazionali tra i più importanti, svolta in maniera da considerare diverse tipologie di target di clientela.

4 Seguendo il trend degli ultimi anni, anche nel primo semestre 2019 secondo la ricerca sulla Qualità della Vita de Il Sole 24, la Provincia di Frosinone si pone al numero 103 su 107. In particolare le voci che portano in basso sono quelle relative a cultura e turismo, come i dati sulla bassa presenza turistica, l’inadeguata offerta ricettiva e il numero di spettacoli.

5 Si intende qui quell’insieme di trattative, strutture e servizi offerti da un singolo operatore turistico o da una intera destinazione turistica che compongono un’offerta in grado di rispondere alle esigenze di determinati segmenti della domanda turistica.

6 Per approfondire i meccanismi di questa nuova metodica comunicativa che ha effetti enormi anche tra i turisti e per le destinazioni turistiche vedere R. Minazzi, Social Media Marketing in Tourism & Hospitality, Springer, Berlino, 2014.

7 Secondo le stime del UNWTO nel 2018 l’International Tourist Arrival è arrivato a 1.4 miliardi e a quasi dieci volte tanto si sono attestati i cosiddetti domestic travellers (World Tourism Organization Annual Report 2018).

8 Secondo David Bierman (2003) per destinazione turistica si intende un paese, una regione, una località, che viene percepita dai turisti come un posto da visitare o che si autopercepisce come tale. In definitiva si parla di un ambito territoriale, a diversa scala, nel quale ha sede un complesso di attrattive che possono soddisfare i bisogni e gli interessi provenienti dalla domanda turistica. Importante, in questo concetto, è che una destinazione turistica può essere considerata tale solo nel momento in cui le risorse, cioè la materia prima fonte di attrazione, siano integrate con l’industria turistica e con le infrastrutture che ne permettono la fruibilità da parte dei visitatori.

9 Su questo tema è interessante approfondire sul testo 2050 - Tomorrow’s Tourism, del viaggiatore, economista e futurologo, prof. Ian Yeoman della Victoria University of Wellington o assistere al suo TedTalk su YouTube dal titolo The Future of Tourism del 2013.

10 Sul tema delle trasformazioni che l’agire sociale impone al territorio un riferimento obbligato è quello al filone di ricerca portato avanti da Angelo Turco sin dagli anni ’80 sulla Complessità Geografica. Un testo specifico è A. Turco, Turismo e Territorialità, modelli di analisi, strategie comunicative, politiche pubbliche, Unicopli, Milano, 2012.

11 Sulle molteplici nuove forme di turismo si trovano, anche in rete, numerose interpretazioni. Un testo sull’argomento è M. Gerosa, S. Magro, Nuovi Turismi, Morellini Editore, Lodi, 2011.

12 La necessità per le mete turistiche di dotarsi di una struttura manageriale collettiva, condivisa e integrata è da qualche anno oggetto di studio di ricerche nazionali e internazionali. Uno degli autori italiani che ha approfondito questa tematica è Carmine Tripodi nel suo volume Costruire il successo delle destinazioni turistiche, edito da Egea nel 2014. Tra i primi studiosi ad approfondire gli aspetti di marketing e management turistico al livello di intera destinazione troviamo inoltre E. Josep, La destinazione turistica di successo, Hoepli, 2003.

13 Una delle nuove prospettive al livello di management turistico è quella di avere una mission condivisa e considerare la destinazione turistica come un’unica grande azienda. C. Tripodi, Costruire il successo delle destinazioni… Op. cit.

14 Soggetti e meccanismi di funzionamento delle D.M.O. possono essere approfonditi in C. Tripodi, Costruire il successo… Op. cit.

15 Su tutto il territorio della provincia di Frosinone (A.A. 2019-2020) sono presenti quattro istituti professionali alberghieri e alcune classi saltuarie di indirizzo turistico negli istituti economici, ma nessun istituto tecnico turistico degno di nota o cha abbia una tradizione. La necessità di formare tecnici, esperti e professionisti non solo confinati nell’ambito delle cucine o alberghiero, ma più in generale del turismo, è la base per garantire uno sviluppo turistico locale sano e redditizio.

16 Su questo tema vedasi M. Cau e G. Mariano (a cura di), Progettare in partnership, Idee e strumenti per collaborazioni cross-sector tra organizzazioni nonprofit, imprese, enti pubblici e gruppi informali di cittadini, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna, 2017.

17 Tante novità quest’anno alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2019, ma Regioni, Province ed enti locali tutti presenti con un unico, identico slogan promozionale: Venite da noi a camminare in natura, immersi nella storia e deliziati dai prodotti della nostra terra…

18 Il Genius loci, l’abitante del luogo che con il suo sapere e la sua conoscenza di quanto la natura circostante gli ha messo a disposizione sa creare e adattare. E. Turri, Il paesaggio come Teatro, dal territorio vissuto al territorio rappresentato, Marsilio, Venezia, 1998 e E. Turri, Semiologia del paesaggio… Op. cit.

19 Su questo importante tema del godimento turistico ideato in maniera universale il contributo più significativo viene da D. Buhalis e S. Darcy, Best practice in accessible tourism, Inclusion, Disability, Ageing population and tourism, Channel View Pubblication, Bristol, 2012. Aggiungo che esistono numerose pubblicazioni relative all’universal design nel settore dell’ospitalità. In tal senso uno studio recente sul contesto turistico italiano viene da M.R. Fossati, Inclusive scenarios for hospitality. From integration to social inclusion between interior design and culture, Franco Angeli, Milano, 2018.

20 Parliamo qui del BLS-D, il Basic Life Support - early Defibrillation, supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione precoce. Si tratta dell’insieme delle pratiche per soccorrere i soggetti colpiti da attacco cardiaco mediante la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione.

21 L’esperienza nella destinazione che supera l’importanza della destinazione stessa sta diventando una faccenda molto significativa nel mercato turismo. Le destinazioni e gli operatori che sapranno prima degli altri coinvolgere i turisti con le esperienze avranno sempre più vantaggio rispetto alle destinazioni che non lavoreranno su questo tipo di iniziativa. Sul tema vedasi A. Rossi, M. Goetz, Tourism Experience Design, Hoepli, Milano, 2011.

22 Un piano di Marketing diretto e veicolato in via principale dalle istituzioni, ma anche un grande appoggio ed incoraggiamento al marketing indiretto, al passaparola, ai bloggers e ai singoli operatori che faticano per affermare il proprio prodotto. Il Marketing turistico è ormai un lavoro per accorti specialisti. Qualcosa di davvero innovativo circa il marketing turistico si può approfondire su N. Costa, Web Marketing e destinazione ospitale, Teorie e metodi per la promozione e la commercializzazione dell’esperienza turistica, Mc Graw Hill Education, New York, 2012.

23 L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) in un grande programma d’azione per un totale di 169 traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. 

24 Secondo O’Reilly (1986) la capacità di carico o carrying capacity di una destinazione turistica si intende come il numero massimo di turisti che possono essere ospitati in una porzione di territorio. Superare questo limite significa compromettere il funzionamento della stessa nonché rompere quegli equilibri di autoriproduzione. Oggi sappiamo che superare questo limite significa anche proporre un prodotto poco fruibile e molto lontano da quanto domandato dai viaggiatori contemporanei. Su questo tema si può vedere su youTube l’originale TedTalk del keynote speaker Dough Lansky dal titolo How to fix Travel&Tourism del 2015.