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Settantesimo della distruzione dell'Abbazia di Montecassino

di M.G.Cerrone

 

bombardamento di Montecassino

 

Sono trascorsi settanta anni dal 1944, ultimo anno di guerra, di una guerra lunga e difficile come difficile fu la conclusione che vide tragicamente coinvolto anche il nostro territorio.

Una popolazione stremata, divisa fra un sud “liberato” dall'alleato anglo-americano e un nord ancora sotto il giogo dei nazisti.Battaglia di Montecassino

 

Dal gennaio '44, nel cuore di un gelido inverno, nella zona di Montecassino si verificarono ben quattro battaglie, combattute dagli Alleati contro le forze dell'Asse con l'intento di fare breccia nella Linea Gustav, conquistare Roma e collegarsi con le forze alleate che rimanevano confinate nella zona di Anzio.

Le battaglie di Cassino costarono oltre14.000 vittime tra gli alleati e migliaia di morti tra la popolazione civile della zona del basso Lazio.

Il tributo però non riguardò solo gli uomini, il fuoco amico colpì anche l’Abbazia benedettina di Montecassino che fu rasa Inutilmente al suolo.

Centri di questa operazione bellica, durata ben quattro mesi, furono la città di Cassino, le colline intorno e la valle del Liri. bombardamento di Montecassino

La prima battaglia, iniziata il 12 gennaio, vide impegnate le divisioni marocchine e algerine appartenenti alle “Forze della Francia libera”, ma furono ricacciate indietro dalle truppe tedesche del Terzo Reich as

serragliate sui contrafforti collinari. Il Feldm

aresciallo Albert Kesserling aveva infatti fortemente potenziato le forze tedesche nella zona di Cassino.

A metà febbraio, con la situazione ancora bloccata, tra gli alleati prese piede una delle decisioni più controverse e meno accettabili dell’intero conflitto: il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino nella convinzione errata che l’interno del  Monastero fosse occupato dai tedeschi.

Ebbe inizio un imponente bombardamento, 575 bombardieri pesanti e medi e 200 caccia sganciarono sull’abitato e sul Monastero 1.250 tonnellate di esplosivo. Lo stesso generale che impartì l’ordine di distruggere l’Abbazia, Mark Wayne Clark, ammise in seguito il tragico errore e il profondo disagio morale per l’accaduto.

Ma le milizie tedesche tennero la posizione fino alla fine della primavera.

Per gli alleati, nonostante il disastro causato, ancora un nulla di fatto. Si decise allora di attendere la buona stagione per lanciare l’attacco finale alla linea “Gustav. Alla metà inoltrata di maggio partì finalmente l’operazione “Diadem”. La battaglia finale fu combattuta dal II° Corpo d’armata polacco.bombardamento di Montecassino

Sulle rovine di Montecassino sventolava intanto la bandiera polacca co

stata 1052 tombe. Ancora oggi sull'obelisco in cima alla collina del cimitero polacco è possibile leggere queste parole" Noi soldati polacchi per la nostra e la vostra libertà abbiamo dato le nostre anime a Dio, i nostri corpi al suolo italiano e i nostri cuori alla Polonia”.

Anche Carnello fu coinvolto. In quella gelida primavera, il paese divenne base logistica nelle retrovie per gli innumerevoli tedeschi che morirono a Cassino e che nelle nostre case trovarono l'ultima ospitalità.

Racconta Onorina di una casa in via Tombe, quella di Nannina detta ziona Micuccia, dove giornalmente arrivavano carichi di cadaveri, scaricati senza alcuna pietà come fossero pesanti sacchi di farina o di un altro deposito al Capocroce,il pagliaro di Maria Sericante.

 

Case di Uotti, case del Capocroce, case delle Tombe accolsero le spoglie dei tedeschi morti in battaglia divenendo testimoni di quella enorme atrocità che fu la seconda guerra mondiale.

 

Tratto Da Il Ponte, Ottobre 2014

 

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