Sempre più spesso in questi ultimi anni si discute
costruttivamente intorno alle problematiche del sacro e al rapporto con
l'arte contemporanea, nel desiderio di offrire nuovi spunti ad una ricerca
complessa in cui i termini tradizione e sperimentazione non rappresentano
i due poli di un'irrisolta contrapposizione, quanto piuttosto l'esigenza
di rapportarsi costruttivamente al passato per riflettere sul presente e
cogliere le motivazioni profonde delle progettualità e delle pratiche
espressive che attraversano la contemporaneità. In questa logica si
inserisce l'iniziativa dell'Officina della Cultura, che ogni anno invita
un artista, un giovane artista, ad affrontare un tema tratto
dall'iconografia cristiana per realizzare una decorazione monumentale, da
collocarsi esternamente in un predefinito percorso
cittadino.
Quest'anno a Stefano Giovannone, pittore che con lucida
intelligenza porta avanti un'analisi sulle possibilità espressive della
figurazione, sia pure svuotata di ogni volontà rappresentativa, è stato
affidato il difficile compito di ricostruire per immagini l'emblematico
episodio dell'Annunciazione a Maria.
Il punto di partenza è stato
quello di superare la didascalizzazione dell'episodio, la volontà di non
raccontare con lucida chiarezza gli accadimenti quanto semmai di evocare
l'intensità del sentire. Per questo motivo è sparita ogni tradizionale
collocazione ambientale e qualsiasi connotazione temporale: la giovane
panneggiata con ricercata semplicità in una stoffa rozzamente tessuta è
accovacciata a terra, mentre la presenza angelica, percepita come
persistenza iconica ridotta ai suoi simbolici attributi, non incute
timore, piuttosto rafforza la consapevolezza dei ruolo cui la donna è
destinata da una volontà superiore.
L'intera composizione è costruita
intorno alla perentorietà del gesto della vergine, che non è citazione
tout court, quanto coscienza della necessità di relazionarsi
dialetticamente con la complessità culturale della grande tradizione della
pittura occidentale, intesa come possibilità di trasformare creativamente
le sollecitazioni provenienti dall'arte stessa, e non come vuoto esercizio
sul passato. A dominare è il colore steso in ampie campiture materiche e
accordato attraverso leggere velature di luce per creare una superficie
trepidante di infinite vibrazioni, in cui gli ocra, gli azzurri e i verdi
sono la struttura complessa di un elementare paesaggio. Ogni particolare
denotativo, che finirebbe per ridurre la visione in veduta, è cancellato e
la pittura rappresenta la possibilità di essere dentro la natura, di
sentire e vivere attraverso essa l'emozione della totalità. Perché, sembra
suggerire Giovannone, è nella natura, nel suo inarrestabile divenire, che
l'uomo ha la possibilità di scoprire la sacralità della vita ma,
soprattutto, è in essa che l'uomo ha la possibilità di conoscere se stesso
per misurarsi continuamente con i propri limiti ed esorcizzare la paura e
l'ossessione della finitudine. L'atto di dipingere diventa così
fatalmente l'unica occasione per riappropriarsi della coscienza di sé e
delle proprie origini, per discendere verso la radice delle cose,
l'opportunità di superare le apparenze fenomeniche per raggiungere la
realtà dello spirito.
|
Sciarada Chiostro di S. Francesco, Alatri (Fr),
1998
Premio Maurizio Marchese Ass. culturale La Cuba d'Oro,
Roma, 1998
Premio biennale di pittura Felice Casorati Castello di
Pavarolo e casa Castrati, Torino, 1999
Borsa di studio David Molinari Segnalato tra i
finalisti, Firenze, 1999
Premio Maurizio Marchese Ass. culturale La Cuba d'Oro,
Roma, 2000
Premio C.A.S.A. Sito internet della Giunti Multimedia,
2003
Trofeo Brera Galleria d'arte 2000, Milano,
2001
Nuovi segnali Palazzo Tronconi, Arce (Fr),
2002
Quaderni dell'Officina della Cultura Illustrazione
dell'undicesimo Quaderno, Carnello (Fr), 2002
Premio Arte Mondadori Segnalato tra i finalisti,
Milano, 2003
Xl art rigenerazione Camera di Commercio,
Frosinone Galleria d'arte La Catena, Veroli (Fr) Ex Mattatoio, Isola
del Liri (Fr), 2004
Premio Arte Mondadori Segnalato tra i finalisti,
Milano, 2004
Incipit Ex Mattatoio, Isola del Liri (Fr),
2005
|