La storia secolare del presepe racchiude in sé un'esigenza propria di ogni essere umano: per "ricordare", l'uomo ha bisogno di "rappresentare", di plasmare la materia a sua disposizione e di darle la forma ed i contenuti propri di un momento vissuto che si vuole per così
dire "eternizzare" rendendo statica la sua dinamicità.
Ed è proprio attraverso questo processo di riproduzione costante dell'attimo, fuggente per definizione, che gli uomini sono riusciti a "catturare"
il momento storico che avrebbe segnato la svolta dell'umanità: la nascita
di Cristo.
Dai lontani giorni di Greccio, seguendo gli insegnamenti del Santo di Assisi,
nel periodo di Natale gli uomini "rappresentano" nei modi più
svariati quel momento; come in una fotografia cercano di definire tutti gli
aspetti, i colori, i personaggi, i particolari anche apparentemente poco importanti.
L'officina della Cultura di Carnello nel corso della sua ormai oltre che ventennale
attività si è dedicata in modo assiduo allo studio del fenomeno
"presepe" inteso in tutti i suoi aspetti promovendo numerose iniziative.
Per molti anni Carnello ha vissuto nei giorni di Natale la rievocazione "vivente"
della storia di Cristo. Centinaia di comparse, luci, musiche, costumi, scenografie
per un impegno colossale che in poco più di un'ora faceva "rivivere"
l'attimo di Betlemme, il fascino del momento eterno, il mistero della vita.
La splendida manifestazione ha trovato la sua fine naturale nelle pastoie della
burocrazia e nella inerzia di quanti, popolazione inclusa, potevano dare il
loro contributo e sostegno ad una bella iniziativa, ma ahimè non l'hanno
fatto; non per questo però l'Officina della Cultura ha cessato di occuparsi
del presepe.
Ormai da più di un decennio ha ripreso di nuovo vigore una iniziativa,
quella della rassegna "Presepi". L'idea animatrice della rassegna
annuale è quella di dare spazio a tutti coloro che vogliono esprimere
la loro idea di presepe, il loro personale modo di concepirlo. E qui la fantasia
può sbizzarrirsi lungo i sentieri dell'arte, della tecnica e dell'artigianato.
Tutti noi ci portiamo dentro il ricordo di un'infanzia in cui impiegavamo giornate
intere alla ricerca del materiale utile a corredare le scenografie del nostro
presepe affinché sembrasse più fedele possibile alla realtà;
ed allora ecco che la carta per conservare i cibi diventava l'acqua tersa di
uno stagno, il muschio soffice si trasformava in un prato erboso su cui pascolavano
le greggi, la ghiaia bianca tracciava strade e mulattiere per pastori e re magi
e semplici ramoscelli di legno davano vita a pontili, capanne e alberi da frutta
come in un eden artificiale.
Questa voglia di riscoperta della tradizione presepistica, intesa sia come pulsione
interna all'esperienza personale che come estrinsecazione di un'arte antica
fatta di cura, pazienza, metodicità nello scolpire e nel dipingere, si
pone alla base dell'iniziativa promossa dall'Officina della Cultura di Carnello,
che offre ogni anno a tutti l'opportunità di uno spazio nella propria
mostra di presepi.
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